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Anche l’archivio provinciale di Pisa, come tanti bacini documentali italiani, ha subito alterne vicende e di queste se ne individuano le tracce nell’organizzazione e nella dislocazione fisica delle carte. L’archivio storico della Provincia è costituito dalle carte prodotte dal 1836 al 1963. Presso il palazzo della Provincia, in Piazza Vittorio Emanuele II, è conservata la documentazione dal 1924 al 1963, quindi solo una parte del patrimonio, poiché, per mancanza di spazi adeguati, negli anni Settanta è stato necessario depositare le carte dal 1836 al 1923 presso l’Archivio di Stato di Pisa. E tale documentazione, 426 pezzi, giace ancora là. Anzi, dai documenti[1] si evince che già nel 1957 furono depositati presso l’Archivio di Stato altri atti dell’Amministrazione Provinciale anteriori al 1865, e cioè 48 filze di documenti dell’Ispettorato Compartimentale delle Acque e degli Ingegneri del Circondario. Questi ultimi, insieme con gli altri atti della stessa natura versati dall’Ufficio del Genio Civile, completano il fondo della Camera di Soprintendenza. L’affidamento della custodia all’Archivio di Stato probabilmente nasceva dall’esigenza di mettere in sicurezza documentazione riordinata tra il 1965 ed il 1971 dal dott. Bruno Casini, che ne ha curato anche l’inventario[2]. Dopo l’ intervento operato dal dott. Casini, si hanno scarse notizie di provvedimenti interessanti la tenuta dell’archivio provinciale, fino a quando, nella seconda metà degli anni Novanta, l’attenzione ed il rispetto per gli archivi hanno senza dubbio costituito motivazione fondamentale per un’importante rilevazione da parte della dott.ssa Susanna Orefice su tutta la documentazione prodotta dalla Provincia nel corso della sua esistenza. Più recentemente, la Provincia ha affidato l’incarico del riordino dell’archivio ad un gruppo di lavoro interno all’Ente, coordinato dalla Dr.ssa Patrizia Frangioni e supportato dalla consulente archivista Dr.ssa Sara Guiati. L’occasione si è rivelata utile per pensare e poi realizzare una banca dati di tutta la documentazione storica. Il software scelto è SESAMO, un prodotto realizzato dalla Regione Lombardia appositamente per la schedatura ed il riordino di materiali d’archivio secondo standard internazionali per la descrizione archivistica ISAD (G) e ISAAR (CPF). Inoltre SESAMO[3] è anche uno strumento tra i più congeniali con cui si crea e si incrementa il SIUSA (Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche): un progetto dell’Amministrazione Archivistica di Stato che vuol gettare le basi per un sistema info - telematico nazionale. Attualmente, la base dati dell’archivio storico provinciale di Pisa conserva circa duemilacinquecento records dove sono stati descritti ogni singolo pezzo (registro, busta, faldone), compreso lo spezzone dell’archivio conservato presso l’Archivio di Stato di Pisa. La scelta nasce dalla volontà di assicurare il senso di organicità e di unità all’archivio e di rendere agevole l’accessibilità e la consultazione delle carte da parte degli studiosi. |
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