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Osservatorio Rifiuti

rifiuti

L’Osservatorio Provinciale Rifiuti della provincia di Pisa, ha fra i propri compiti quello di monitorare i dati relativi alla produzione di rifiuti (urbani e speciali), confrontarli con lo stato di attuazione dei piani (piano provinciale, piano industriale, PRAA), supportare le politiche decisionali ed aiutare nell’individuazione di eventuali politiche correttive da adottare.

Premessa

“Osservatorio provinciale Rifiuti” Il D.Lgs n. 22/97, emanato in attuazione delle direttive comunitarie 91/156/CEE sui rifiuti, 91/686/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, ha innovato in modo sostanziale la politica di gestione dei rifiuti in Italia; esso ha affrontato per la prima volta il tema della prevenzione previsto a livello europeo, e gli ha conferito il carattere di priorità, imponendo l’avvio di politiche di prevenzione e riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti.

Importante anche il decentramento che il D.Lgs n. 22/97 ha disegnato nei confronti delle regioni e delle province, in particolare a queste ultime è stata attribuita la funzione di programmazione e di organizzazione della gestione dei rifiuti. Inoltre sono stati individuate delle funzioni più generali di approfondimento della conoscenza, monitoraggio e controllo, prevedendo l’istituzione di strutture provinciali a ciò deputate, e creando pertanto la rete degli Osservatori Provinciali dei Rifiuti.

Gli Osservatori Provinciali Rifiuti (OPR) sono istituiti dalla Legge n. 93/2001 art. 10, comma 5, con la finalità di fornire un supporto alle funzioni di monitoraggio, di programmazione e di controllo dell’Osservatorio Nazionale Rifiuti (ONR) previsto dall’art. 26 del D.Lgs n. 22/97, riorganizzato dagli artt. 159 e 207 del D.Lgs n. 152/06, è stato confermato dal primo decreto correttivo (D.Lgs 284/06 – art. 1, comma 5).

 L’ONR è composto (per 7 anni) dal Presidente e dai sei componenti. La legge n. 93/2001, con gli OPR, intende costituire rete nazionale degli osservatori di cui ogni singolo OPR costituisce un “nodo”. Le competenze di dettaglio degli OPR non sono mai state specificate né sono stati stabiliti i rapporti con gli Osservatori regionali (ORR) e tra gli Osservatori e le Sezioni regionali del Catasto rifiuti, presso le ARPA, e la Sezione nazionale del Catasto rifiuti, presso APAT, previste dall’art. 11 del D.Lgs 22/97 e riconfermate dall’ art. 189 D.Lgs. 152/06.

 Questa situazione ha portato ad una grande eterogeneità di comportamenti nell’individuazione dei compiti che le province hanno attribuito agli OPR e talvolta ad una duplicazione di funzioni. La rete di coordinamento istituzionale per il monitoraggio delle informazioni inerenti i rifiuti può, comunque, essere schematicamente rappresentata nella figura seguente In Toscana, l’ORR, di fatto, anche se mai formalmente istituito, è individuato in ARRR S.p.A.

Il contesto normativo regionale di riferimento del rapporto ha subito rilevanti modifiche dal 2007, volte all'individuazione di azioni per una riduzione della produzione dei rifiuti e il contenimento della spesa pubblica

Dopo il PRAA 2007-2010, approvato con DCRT n.32 del 14.03.2007, che prevede - come obbiettivi - la riduzione della produzione dei rifiuti rispetto ai dati di produzione dell'anno 2004 (-15%), e un incremento della raccolta differenziata (al 2010 dovrà raggiungere valori del 55%) e finanziamenti specifici, la LR 61 del 22.11.2007, ha apportato sostanziali modifiche alla normativa regionale precedentemente vigente (ex LR n.25/98 e smi) ridisegnando, fra l'altro i confini territoriali degli Ambiti Territoriali Ottimali per la Gestione dei rifiuti (ex art.18 della LR 25/98 e smi). I precedenti 10 ATO passano a 3:

  1. ATO "Toscana Centro", costituito dai comuni compresi nelle province di Firenze, Prato e Pistoia;
  2. ATO "Toscana Costa", costituito dai comuni compresi nelle province di Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno;
  3. ATO "Toscana Sud", costituito dai comuni compresi nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto.".

Questo nuovo assetto gestionale ha portato ad un percorso di riorganizzazione dei sistemi di gestione e della pianificazione territoriale tutt'ora in itinere, che prevede fra le altre cose la redazione di nuovi piani di macro ATO per la gestione dei rifiuti e, quindi, di un nuovo piano regionale.

 

 



data ultima modifica pagina: 23 settembre 2009