La situazione del Rio Melogio

Relativamente alla vicenda di un presunto inquinamento del Rio Melogio, in ragione degli accertamenti effettuati da Arpat e per quanto di competenza della Provincia di Pisa corre l'obbligo chiarire alcuni aspetti. Nel Rio Melogio viene immesso lo scarico di reflui trattati provenienti dalla discarica di Legoli (Peccioli). Tale scarico è autorizzato dalla Provincia nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa. Nei periodi di siccità, come nel caso attuale, l'unico apporto di acqua nel Rio è dato dallo scarico stesso, il quale dunque non subisce alcuna diluizione.

Per quanto dichiarato da Arpat nel proprio rapporto, in un tratto del Rio prossimo alla discarica ed a valle della stessa è stato realizzato impropriamente da un soggetto privato uno sbarramento che ha impedito e impedisce il deflusso delle acque. E' stato quindi accertato che a monte della discarica l'alveo del Rio appariva in secca, mentre a valle era evidente la presenza di acque. E' stato inoltre verificato anche dalla Provincia, titolare dell'autorizzazione all'utilizzo dei fanghi di depurazione, che dal febbraio 2008 non vengono effettuati spandimenti nei terreni prossimi al Rio Melogio. E comunque l'assenza da più di due mesi di precipitazioni atmosferiche, come anche osservato dall'Arpat, non può avvalorare l'ipotesi di un inquinamento da dilavamento dei fanghi. L'acqua stagnante visibile allo sbarramento e campionata da Arpat pertanto è da attribuire allo scarico proveniente dalla discarica.

Il campione è stato analizzato ed i risultati di laboratorio evidenziano valori per i metalli pesanti, quali cromo e piombo, ben al disotto dei limiti consentiti per uno scarico e dei valori standard di qualità per un corso d'acqua. Valori di concentrazione superiori ai limiti di scarico sono stati riscontrati per soli 2 parametri - Cod (quantità di sostanze organiche) e fosforo totale - con molta probabilità giustificabili, stante il ristagno, con l'evaporazione determinata dalle alte temperature del periodo e tale da determinare la concentrazione degli inquinanti.
Si precisa che tali parametri e valori, da soli, non giustificano l'allarme suscitato e in alcun modo la dichiarazione di un inquinamento del Rio Melogio.

Sarà cura della Provincia, congiuntamente con Arpat, effettuare ulteriori verifiche sul corso d'acqua e sugli scarichi. Si impone comunque la rimozione dello sbarramento per consentire il normale deflusso delle acque ad evitare il ripetersi del fenomeno. Da valutare preventivamente inoltre, in ragione della quantità accumulatasi, l'opportunità di aspirare e trattare l'acqua stagnante.