L'approvvigionamento idrico dell'Alta Valdicecina

Via libera della Regione al progetto dell'invaso di Puretta. Gli ulteriori dettagli del progetto nei territori di Volterra e Pomarance

Mappa Bacino Fiume Cecina
Mappa Bacino Fiume Cecina

"Esprimo grande soddisfazione per l'ok della Regione alla valutazione d'impatto ambientale per l'invaso di Puretta, progetto, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, nel quale la Provincia ha sempre creduto e sul quale ha sin dall'inizio lavorato con particolare impegno". Così l'assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi commenta l'ulteriore passo in avanti compiuto dall'iter. "Abbiamo operato - aggiunge l'assessore - sempre con la massima convinzione che il progetto rappresentasse una soluzione molto importante per le esigenze della Valdicecina, mentre lo stesso non si può dire di altri che ora però cercano di salire sul carro".

L'approvvigionamento idrico dell'Alta Valdicecina dipende in larga parte dalla falda di subalveo del Cecina a monte della confluenza del torrente Possera, a monte cioè dell'immissione di inquinanti come boro e arsenico. Questa falda risente fortemente delle oscillazioni stagionali di portata del fiume e nel periodo di magra (generalmente da fine agosto a ottobre) non riesce a fornire le quantità d'acqua necessarie a soddisfare la domanda della cittadinanza.
"L'invaso di Puretta - ricorda Picchi - consisterà in un lago artificiale scavato nella piana in destra del fiume, capace di accumulare 720.000 m3 d'acqua del Cecina quando le portate sono elevate, per restituirle alla falda d'estate e consentire dunque che questa possa fornire sempre i 65 l/sec di cui l'acquedotto di Volterra e Pomarance necessita". L'acqua verrà derivata dal Cecina adattando un'opera di presa già esistente presso il Masso degli Specchi, che dovrà essere ripristinata. L'opera sottrarrà acqua al Cecina solo quando le portate saranno superiori a 100 l/sec ed inferiori a 200 l/sec, consentendo così, da un lato, un deflusso minimo a valle e, dall'altro, il grosso del trasporto dei sedimenti che avviene in occasione delle piene.

Il maggior impegno in fase esecutiva consisterà nello smaltimento delle terre di scavo, le quali, non essendo contaminate, saranno in gran parte utilizzate per rendere più fine il terreno di alcuni settori della piana del Cecina a valle di Puretta, che potranno così ospitare una maggior varietà di coltivazioni. La logistica di queste operazioni, in un'area ambientalmente di pregio come quella di Puretta, non consente un intervento massivo di mezzi e per questo motivo i lavori dureranno non meno di quattro anni. "Una soluzione radicale ai problemi di approvvigionamento idrico in Valdicecina - prosegue l'assessore - sarebbe stata la realizzazione di un invaso di sbarramento lungo il fiume che accumulasse alcuni milioni di metri cubi. Insieme alla progettazione esecutiva di Puretta, in effetti Asa ha commissionato uno studio di fattibilità di un invaso del genere nella zona di Pian di Goro, ma tempi e costi sono stati approssimativamente stimati in cinque volte quelli di Puretta, che dunque al momento è la soluzione preferibile". Sempre in tema di approvvigionamento idrico, "riguardo all'ipotesi del dislocamento di un nuovo campo della società Solvay atto a reperire l'acqua ad uso industriale a est di Saline di Volterra - conclude l'assessore Picchi - la Provincia di Pisa ribadisce che mai tale ipotesi è stata all'ordine del giorno dei pur numerosi incontri che si sono tenuti sulle questioni idriche del territorio e che comunque troverebbe la Provincia contraria".