Guardie Giurate Venatorie Volontarie importante sentenza

Nel giugno del 2007 una Guardia Volontaria appartenente ad una Associazione Venatoria sorprese un cacciatore intento ad allenare il proprio cane all’interno di una Zona di Ripopolamento e Cattura ricadente nel territorio della provincia di Pisa. Nell’occasione il cacciatore, oltre a rifiutare di declinare le proprie generalità, tenne un comportamento minaccioso e violento, tale da impedire all’operatore Volontario di porre in essere gli accertamenti ed i controlli di legge, ovvero di redigere il verbale di violazione alla Legge Regionale Toscana n. 3/94.

La Guardia Volontaria, dopo aver rilevato il numero di targa del mezzo con cui il cacciatore aveva raggiunto la Zona di Ripopolamento e Cattura, si presentò presso il Comando della Polizia Provinciale di Pisa, dove procedette a formalizzare una denuncia a carico di “persona da identificare”.

Poiché le indagini della Polizia Provinciale consentirono l’identificazione del soggetto resosi responsabile dei reati perpetrati contro l’operatore Volontario, venne inoltrata dalla stessa Polizia una circostanziata notizia di reato al Procuratore della Repubblica per la commissione dei reati di cui agli articoli 651 e 336 del Codice Penale.

Nel marzo scorso, al termine del dibattimento, nel quale oltre all’imputato e al denunciante è stato ascoltato il Comandante della Polizia Provinciale di Pisa, il Giudice, nel prendere atto del corretto operato della Guardia Volontaria Venatoria, ha condannato il cacciatore alla pena di quattro mesi di reclusione, sostituita con 4.560 euro di multa (oltre al pagamento delle spese processuali), riconoscendo nel suo comportamento il reato di violenza e minaccia a pubblico ufficiale durante l’effettuazione del proprio servizio (art. 336 C.P.). Lo stesso cacciatore, nell’ammettere di essersi rifiutato di dare indicazioni sulla propria identità, aveva già dovuto pagare la multa prevista dall’art.651 C.P.