Riordino delle Province toscane

Pieroni: "Entriamo nel merito della costruzione del nuovo assetto degli enti provinciali e mi auguro che il modello tutto toscano delle aree vaste, assetto qualificato e rafforzato di governo del territorio, possa trovare positivo accoglimento da parte del Governo a cui al termine del nostro lavoro invieremo la proposta di riordino e accorpamento delle province".

Andrea Pieroni
Andrea Pieroni

Inizia l'iter per la riforma dell'assetto istituzionale delle province toscane. E' in programma per il 9 agosto la seduta congiunta di consiglio e giunta regionale, insieme ai componenti del Consiglio delle Autonomie locali. Lo comunica il presidente di UPI Toscana e presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni: "Entriamo nel merito della costruzione del nuovo assetto degli enti provinciali e mi auguro che il modello tutto toscano delle aree vaste, assetto qualificato e rafforzato di governo del territorio, possa trovare positivo accoglimento da parte del Governo a cui al termine del nostro lavoro invieremo la proposta di riordino e accorpamento delle province".

"Certo è - continua Pieroni - lavoreremo su un tavolo istituzionale pesantemente condizionato dagli effetti nefasti della spending review sui bilanci delle Province, i cui servizi sono concretamente a rischio, tanto da farci prevedere lo stop da qui alla fine dell'anno alle spese sulle manutenzioni stradali, gestione e manutenzione delle scuole superiori, sui servizi di salvaguardia dell'ambiente e su ogni tipo di sostegno alla cultura e alle fondazioni teatrali".

"I 100 milioni attribuiti dal Governo all'abbattimento del debito delle Province - conclude Pieroni - sono assolutamente insufficienti, rappresentano una goccia rispetto all'esposizione degli enti. "Non ci si arrampica mai tanto in alto come quando non si sa dove si sta andando", ammoniva Napoleone: in altre parole, mi auguro che il Governo rimedi alle molte storture del decreto legge sul contenimento della spesa pubblica e colga l'opportunità per il riordino delle province italiane, senza proseguire su una strada che rischia altrimenti di smantellare servizi fondamentali per i cittadini, il territorio e le imprese".