Documento congiunto dei capigruppo in Provincia di Pisa

Riordino Province: servono criteri oggettivi e funzionali

Presidente Andrea Pieroni
Presidente Andrea Pieroni

Maggioranza e minoranza unite per chiedere che il "processo di riordino delle Province avvenga sulla base di criteri oggettivi e funzionali allo svolgimento delle competenze assegnate, nell'ambito di un processo di riforma che ridefinisca in profondità l'assetto istituzionale dello Stato e degli enti territoriali, nessuno escluso, per rendere più efficiente, snello ed economico l'apparato pubblico".

Sottoscritto nella riunione dei capigruppo da Pd, Pdl, Sel Prc, Udc e Lega Nord, unitamente al presidente Andrea Pieroni e al presidente del consiglio provinciale Consuelo Arrighi, un documento che contiene una serie di proposte per attuare una riforma delle Province condivisa e partecipata.

"Auspichiamo che si apra rapidamente un tavolo di confronto nazionale per scongiurare la concreta possibilità che nel 2013 le Province non abbiano assicurate le risorse necessarie per gestire le funzioni loro conferite ed evitare il dissesto economico-finanziario e con esso il blocco di ogni e qualsiasi attività e servizio -- spiega Pieroni -- E che la verifica della dimensione ottimale eventualmente coincidente con l'Area Vasta presupponga che, a tale livello amministrativo, possano associarsi funzioni e compiti oggi affidati ad enti diversi (es. ATO, Consorzi, Agenzie, etc.) o nuove attività e competenze di derivazione regionale".

Nel documento si sottolineano inoltre i punti critici della riforma rispetto la definizione dei complessi percorsi relativi al delicato aspetto del trasferimento delle funzioni ai comuni, od in subordine alla Regione, così come del conseguente trasferimento del personale, delle risorse finanziarie e strumentali.

Sulla questione del capoluogo delle nuove Province si sottolinea che è riduttivo che i criteri adottati non prendano in considerazione la popolazione residente nelle province, la superficie territoriale e le caratterizzazioni storiche, inoltre "le funzioni pubbliche più importanti, ivi incluse quelle statali, dovranno essere distribuite in maniera equilibrata onde evitare un pericoloso smantellamento della presenza dello Stato nei territori ed una sorta di desertificazione istituzionale".

Un appello infine ad un ripensamento della trasformazione delle Province quali enti di secondo livello: "In un regime democratico, il rapporto tra cittadini e amministratori, improntato sul binomio fiducia/responsabilità, non può che essere legittimato e sostanziato dal sistema dell'elezione diretta degli organi di governo".

"Siamo di fronte ad un disegno di riforma confuso ed inadeguato, che ha svilito ed umiliato agli occhi dell'opinione pubblica il ruolo delle province e dei loro amministratori, alimentando confusione e tentazioni localistiche, l'esatto opposto di ciò di cui ha bisogno il Paese - conclude Pieroni - Adesso contiamo sul fatto che siano le Regioni e gli enti locali ad essere protagonisti nel processo di riorganizzare dei nuovi ambiti e funzioni, secondo criteri di ottimizzazione della spesa pubblica, di miglioramento della qualità dei servizi e di realizzazione degli investimenti utili alla competitività dei nostri territori. Al contempo non abbasseremo la guardia sulla prioritaria della questione delle risorse finanziarie che, alla luce del taglio previsto dal D.L. 95/2012 (per la Provincia di Pisa si stima un taglio di 5,4 milioni di euro nel 2012 e di 10,8 milioni di euro nel 2013), rischia di compromettere sostanzialmente la capacità operativa dell'ente, vanificando così qualsiasi processo di riforma"