Piano attività estrattive e recupero cave

In base al Piano della Provincia di Pisa i Comuni dovranno adeguare i propri strumenti urbanistici

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Adottato dal consiglio provinciale il 3° stralcio, relativo ad Area Pisana e Lungomonte

Nuova tappa, con l’adozione del terzo stralcio, relativo ad Area Pisana e Lungomonte, per il “Paerp” della Provincia di Pisa, il “Piano delle attività estrattive, di recupero delle aree escavate e riutilizzo dei residui recuperabili”: più semplicemente “Piano Cave”.
I cui obiettivi strategici sono quelli di disciplinare l’intero settore delle attività estrattive dopo decenni senza vere regole; di mantenere il giusto equilibrio tra fabbisogno, necessità di sviluppo e tutela ambientale; di salvaguardare anche le esigenze imprenditoriali.

Il materiale inerte di cava, il cui prelievo ha finalità varie e diverse, da quelle per usi industriali e costruzioni civili (sabbie e ghiaie, argille, calcari) a quelle per attività ornamentali (a cominciare dall’alabastro) costituisce una risorsa naturale non rinnovabile”, spiega l’assessore provinciale all’ambiente Valter Picchi: “Una risorsa il cui utilizzo non regimato ha creato in passato profonde ferite nel territorio, che stentano a rimarginarsi”.

Da qui la predisposizione del Paerp, del quale, come detto, il consiglio provinciale ha proceduto all’adozione del terzo stralcio, quello riguardante i comuni di Pisa, Buti, Calci, Cascina, San Giuliano, Vecchiano e Vicopisano. Nello specifico delle disposizioni assunte, si prevedono nuovi siti estrattivi solo in quello Cascina; inoltre, per le cave abbandonate senza prospettive di ripristino sono state elaborate schede conoscitive che i Comuni possono usare per promuovere operazioni di recupero di quei terreni.

Il “Paerp terzo stralcio” è consultabile sul sito www.provincia.pisa.it (pagina interna “Georisorse”, sezione “Cave”) o agli uffici del Servizio difesa del suolo, a Pisa, in via Nenni 24 (6° piano), con questi orari: lunedì e giovedì ore 9-13; dal 24 agosto, giovedì anche 15-17.
Sui contenuti si apre infatti adesso la fase di confronto con la comunità; nei prossimi giorni ci sarà la pubblicazione sul Burt, il Bollettino ufficiale della Regione Toscana: da quella data gli interessati avranno 45 giorni di tempo per presentare osservazioni alla Provincia, che, dopo averle esaminate e motivatamente accolte o respinte, procederà all’approvazione definitiva del piano. Entro 6 mesi dalla quale, poi, i Comuni, dovranno recepire il Piano nel proprio regolamento urbanistico; a quel punto, chi intenderà avviare un’attività estrattiva sui siti consentiti, potrà farne domanda appunto al Comune d’appartenenza.