Interventi antierosione sul Litorale Pisano

Un piano da 9 mln di euro, con ipotesi di incremento: dalla Provincia, richiesta alla Regione Toscana di risorse aggiuntive

Spiaggia di ghiaia a Marina di Pisa
Spiaggia di ghiaia a Marina di Pisa

Avrà inizio non appena definitivamente conclusa l’attuale stagione balneare (proprio per non interferire con le connesse attività economiche) la nuova fase di interventi per la protezione del litorale pisano dai fenomeni d’erosione in atto ormai in via permanente. Per l’esattezza si partirà dalla fine di settembre, con i lavori urgenti per il ripristino delle scogliere difensive antistanti l’abitato di Marina immediatamente a sud della foce (fino a piazza Viviani), fortemente compromesse dalle mareggiate dell’inverno scorso. Ad annunciarlo, per la giunta della Provincia, è l’assessore all’ambiente Valter Picchi: che prende le mosse da qui per tracciare, poi, lo scenario delle attività di tutela in una prospettiva più ampia, almeno al 2016; anticipando, tra l’altro, l’iniziativa già assunta verso la Regione Toscana, per ottenere un’integrazione di risorse, rispetto a quelle attualmente stanziate.

IL QUADRO. “Quella all’arretramento della linea di riva – spiega – è una tendenza endemica per la nostra costa. I modelli matematici adottati e gli studi direttamente condotti sui fondali, anche dalla Provincia stessa, lo dimostrano ormai inequivocabilmente; riconducendo il problema alla compresenza di due fattori: il ciclico verificarsi di eventi di burrasca, che consumano metri di sabbia; e lo scarso apporto di sedimenti fluviali da parte dell’Arno, tanto scarso da non riuscire a compensare i danni di cui si è appena detto”. Insomma, con l’erosione non c’è che da convivere e, soprattutto, combattere. “Abbiamo quindi pianificato una serie di azioni, nei prossimi anni, dislocando i finanziamenti già assegnati, che ammontano a 9 milioni di euro. Ma in previsione di una lotta, contro le dinamiche in atto nel clima, che si annuncia dura, abbiamo fatto richiesta alla Regione di un supplemento di almeno alcuni milioni di euro”. Stando comunque al presente, questo il crono-programma delle opere al momento fissato.

DALL’ARNO A TIRRENIA. I primi lavori, lo si è detto, riguarderanno il tratto a Marina, fra Boccadarno e piazza Viviani (quello prospiciente via Crosio). Qui il libeccio e le ondate del dicembre scorso (fino a 3.70 metri, al frangimento) hanno fatto collassare le dighe foranee, in alcuni punti, dai loro 3 metri, in condizioni normali, fino a 50 centimetri sul livello del mare. “La Provincia – dice ancora Picchi – ha disposto un intervento urgente da 750mila euro: avviato a fine settembre, durerà circa 4 mesi e punterà a prevenire i pericoli di eventuali bufere invernali. In particolare, su circa 400 metri di scogliera, sarà ripristinata omogeneamente la misura dei 3 metri sulla superficie acquea e sarà rinforzata la struttura della barriera, con lato esterno in massi da 3 a 7 tonnellate ciascuno”.

In un orizzonte più diluito nel tempo, le altre opere strategiche già stabilite. Marina, tra piazza Baleari e piazza Gorgona. Realizzazione di scogliere soffolte (sommerse) a salvaguardia dell’abitato; importo previsto 6 milioni di euro; calendarizzazione settembre 2014-maggio 2016. Tra Marina e Tirrenia. Sostituzione, tra i bagni “Foresta” e “Lido”, delle attuali “micro-barriere” con due celle di difesa soffolta, per complessivi 250 metri; importo 1.2 milioni; attuazione aprile 2014–novembre 2015. San Rossore, a nord del Fiume Morto. Realizzazione di segmenti di scogliera sommersa atti a creare un sistema di corti “pennelli” sottocosta funzionali alla stabilizzazione della linea di riva, a protezione anche del tratto (più a sud) che guarda la villa del Gombo; attuazione aprile-novembre 2014

LA FOCE D’ARNO. “Il nodo, in questo caso, lo si sa”, prosegue l’assessore, “è la presenza di una ‘barra di foce’ (formatasi essa stessa a causa delle mareggiate dell’ultimo inverno e del ridotto apporto di sedimenti fluviali) che ha ridotto la profondità del fondale a 2-2,50 metri, rendendolo innavigabile”. Gli interventi, anche questo è noto, tutti da definire: “Quali che saranno, un’opportunità che comunque si pone – conclude Picchi – è di utilizzare questo ‘terrapieno’ come ‘cava sottomarina’ per il prelievo di materiale da rinascimento”.