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Diritto allo studio scolastico

PROGRAMMA PROVINCIALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

La Provincia è titolare delle funzioni di programmazione e coordinamento intermedio per le iniziative concernenti il diritto allo studio scolastico (L.R. n. 32/02 – art. 29).

Gli obiettivi prioritari che la politica regionale e provinciale persegue da anni nel campo del diritto allo studio sono:

  • ridurre la dispersione scolastica rimovendo gli ostacoli economici e sociali che limitano il diritto all'apprendimento;
  • elevare la qualità dell’attività educativa e didattica della scuola sia attraverso interventi volti a prevenire situazioni di insuccesso, di dispersione o esclusione, sia per mezzo di esperienze di ricerca e sperimentazione.

Per l'effettiva generalizzazione del diritto allo studio attraverso il coordinamento delle scelte regionali, locali e nazionali, sono previsti i seguenti interventi:

  • i Progetti Integrati di Area (P.I.A.), che rappresentano lo strumento per il superamento del settorialismo e dell’autorefenzialità dei soggetti istituzionali che operano nel campo dell’istruzione, attraverso l’integrazione di risorse, energie e capacità progettuali per rispondere ai bisogni formativi espressi nel territorio;
  • i Contributi finanziari individuali, che sono incentivi alle persone per l’istruzione scolastica, e nello specifico:
  1. le Borse di studio a sostegno della spesa delle famiglie per l'istruzione - per perseguire l'abbassamento della spesa per l'istruzione nella scuola primaria, nella scuola secondaria di primo e secondo grado, per le famiglie a basso reddito;
  2. la Fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo nella scuola secondaria di primo e secondo grado (buoni-libro) - per perseguire l'abbassamento delle spese sostenute dalle famiglie a basso reddito per l'acquisto dei libri scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado.
  • Il sostegno ai progetti di Scambio culturale con l’estero, finalizzato ad eliminare, o quantomeno ridurre, le spese sostenute dalle famiglie per consentire la partecipazione dei propri figli alle iniziative di scambio culturale promosse ed organizzate dalle scuole secondarie di secondo grado;
  • i contributi per le scuole dell’infanzia paritarie, private e di enti locali, che riconosciute come risorsa necessaria per rendere effettivo il diritto all’apprendimento ed all’istruzione scolastica sono sostenute nella loro attività.