Raccolta illecita di tartufi

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Il Tuber magnatum Pico o tartufo bianco è la varietà di tartufo più pregiata dal punto di vista alimentare ed il territorio della nostra provincia può vantare importanti zone di produzione del prezioso tubero, in particolare l’area delle colline San Miniatesi. Il periodo di maturazione del tartufo bianco va da settembre a dicembre e, ai sensi del Calendario di raccolta della Regione Toscana, è prelevabile dal 10 settembre al 31 dicembre.

Già da metà luglio il territorio di produzione del prezioso tubero è “battuto” da raccoglitori che, con la scusa di cercare altre specie di tartufo (prelevabili ai sensi della vigente normativa), raccolgono il Tuber magnatum ancora immaturo. Ciò si verifica particolarmente nel Pecciolese, nel Palaiese e nelle alberete di Capannoli. Il mese di dicembre è invece interessato dal fenomeno della raccolta notturna, anch’essa vietata, che avviene prevalentemente nelle aree di San Miniato.

Per fronteggiare il fenomeno della raccolta illecita di tartufi anche questo anno le Guardie Ambientali Volontarie sono scese in campo in appoggio alla Polizia Provinciale e al Corpo Forestale dello Stato. L’attività dei volontari ha portato alla contestazione, nel periodo estivo, di6 verbali a carico di altrettanti cercatori, tutti regolarmente muniti di tesserino di abilitazione alla raccolta, mentre tra fine novembre e dicembre, a seguito dei servizi notturni effettuati congiuntamente con Polizia Provinciale e C.F.S., le sanzioni sono risultate 7.

I verbali contestati prevedono il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di duecento euro per chi è stato sorpreso a cercare tartufi senza aver versato alla Regione la tassa di concessione annuale a svariate centinaia di euro per i raccoglitori di tuberi immaturi; infatti la raccolta di tartufi immaturi è punita con una sanzione base di trecento euro, alla quale vanno aggiunte cento euro per ogni tartufo illegittimamente raccolto e/o detenuto. La raccolta di tartufi in ore notturne prevede invece una sanzione di trecento euro.