Polizia Provinciale e tutela della fauna

Denunciati due bracconieri sorpresi in flagranza di reato.

Nonostante l’emanazione del D.L. 19/06/2015 n.78 “Disposizioni urgenti in materia di Enti Locali” con il quale è stato stabilito che gli addetti dei Corpi di Polizia Provinciale siano integrati nella polizia municipale, provvedimento che rischia di gettare ombre sulla materia della tutela del territorio e dell’ambiente, gli Agenti della Polizia Provinciale di Pisa proseguono con grande impegno e professionalità nell’attività di salvaguardia della fauna e nella lotta al bracconaggio.

Nei giorni scorsi, in due distinte operazioni antibracconaggio, effettuate nei Comuni di Casciana Terme Lari e Peccioli, gli Agenti Provinciali del distaccamento della Valdera hanno sorpreso in flagranza di reato due bracconieri, armati di carabine ed accessori vari per l’abbattimento notturno di ungulati ed in particolare di cinghiali.

Nella prima operazione, risalente al 29 Giugno scorso, in loc. “Le Villette” nel Comune di Casciana Terme Lari è stato sorpreso R.L. (classe 1959), il quale era in possesso di una carabina in cal.44 Magnum (caricata con un colpo in camera di cartuccia e tre nel serbatoio), munita di silenziatore artigianale e visore notturno.

Nel secondo caso, del 6 Luglio, in agro del Comune di Peccioli, durante un’operazione alla quale hanno partecipato anche alcune Guardie Giurate Volontarie Venatorie della Sezione provinciale della Federazione Italiana della Caccia, è stato sorpreso un uomo (C.P. classe 1939) che deteneva una carabina cal. 30.06 (caricata con un colpo in camera di cartuccia e uno nel serbatoio), dotata di ottica di puntamento.

In entrambi i casi i soggetti sono stati deferiti all’A.G. per esercizio di caccia in periodo di divieto generale, reato per il quale è previsto l’arresto da tre mesi ad un anno o l’ammenda da929 a2.582 euro; il soggetto in possesso di silenziatore e visore rischia anche una pena pecuniaria fino a 1.549 euro per aver utilizzato mezzi di caccia vietati.

Tutto il materiale utilizzato per l’attività di bracconaggio è stato posto sotto sequestro ed è ora conservato presso il Comando della Polizia Provinciale in attesa di disposizioni della Procura della Repubblica.