Lavori su variante SRT 439 di Castelnuovo Val di Cecina

Risposta in merito all’articolo pubblicato su Il TIRRENO cronaca di Pontedera il 24 luglio 2017

lavori sulla srt 439
lavori sulla srt 439

In merito all’articolo pubblicato su Il TIRRENO cronaca di Pontedera il 24 luglio 2017 sulla Variante SRT 439 di Castelnuovo Val di Cecina, vorremmo fare alcune precisazioni sia in merito all’attività posta in essere dalla Provincia per il proseguimento dei lavori stessi, sia relativamente ai contenuti dell’ordinanza della Corte di Appello di Firenze n. 47/2017.

Per quanto attiene la non corretta esecuzione dei lavori precisiamo che la Provincia è parte lesa, come comprovato dalle formali contestazioni alla ditta esecutrice dei lavori avanzate dal Responsabile del Procedimento a seguito dell’esito negativo del collaudo tecnico-amministrativo e della conseguente necessità di predisporre ed approvare un apposito progetto finalizzato a rendere collaudabile l’intera opera realizzata secondo le indicazioni del collaudatore. Interesse primario della Provincia è, d’altra parte, la chiusura dell’opera e il collaudo della stessa. Per raggiungere questo obiettivo si sta verificando la fattibilità di una transazione con la ditta esecutrice che, rispetto all’attuale situazione, comporterebbe una maggiore spesa per la Provincia di €. 350.000

Se l’ipotesi transattiva dovesse fallire, la Provincia dovrebbe avviare un contenzioso con la ditta attuale e dovrebbe fare una gara, con un allungamento dei tempi e una conseguente revisione dei prezzi rispetto a quelli dell’attuale contratto. In relazione alla sentenza della Corte di Appello, si evidenzia che le frasi riportate in virgolettato non si riferiscono, come indicato nell’articolo, “alla modalità di esecuzione dei lavori”, in quanto gli stessi non erano oggetto del ricorso in tribunale, ma alle modalità di individuazione della dimensione dei terreni di proprietà della famiglia Inghirami interessati dalla procedura espropriativa, nonché dei relativi indennizzi, così come erano stati determinati dalla Provincia di Pisa prima e dalla Commissione Provinciale Espropri poi e contestati, invece, dai proprietari. Si precisa che avverso tale ordinanza la Provincia di Pisa, al fine di salvaguardare gli interessi pubblici (della Provincia e della Regione), ha deciso di promuovere ricorso in Cassazione anche in ordine agli aspetti della decisione inerenti la quantificazione e il relativo indennizzo delle aree.