Turisti a Pisa: più stranieri che italiani

Un significativo sorpasso nei movimenti turistici di Pisa e provincia si è registrato nel 2013, con un 52% di turisti provenienti dall'estero e un 48% dall'Italia.

A certificarlo sono i dati consuntivi del 2013 della Provincia, presentati oggi dal presidente Andrea Pieroni: "Il turismo conferma di essere un comparto strategico per l'economia pisana. I numeri fotografano una buona capacità attrattiva del territorio, in grado di bilanciare il calo del mercato interno grazie alla costante crescita degli arrivi stranieri. Il saldo finale delle presenze (3.230.016,- 1,1%), in una prospettiva di ripartenza del turismo interno, va dunque letto in termini positivi, poiché il +4,4% degli stranieri è indice di salute delle nostre destinazioni".

A livello di tipologia, i nostri connazionali prevalgono leggermente nelle presenze extralberghiere (50,5% contro 49,5%), mentre gli stranieri superano abbastanza nettamente gli italiani in quelle alberghiere (55,1% contro 44,9%), soprattutto negli alberghi a 4-5 stelle (60,4% contro 39,6%). Rispetto alla clientela nazionale, poi, gli stranieri tendono a concentrarsi maggiormente nei mesi da giugno a settembre (68% contro 46,6%). L'analisi per nazionalità del movimento degli stranieri rivela una crescita generalizzata, con pochissimi dei venti paesi principali per numero di presenze in calo rispetto all'anno precedente. Tra questi le flessioni percentuali più marcate sono registrate dalla Spagna (-13,2%) e dalla Norvegia (-8,5%). Tra i paesi in crescita si segnalano in particolare il balzo dell'Olanda (+26%), secondo paese per numero di presenze dopo la Germania, e a seguire quelli di Russia (+23,8%), Cina (+19,9%), Belgio (+15%) e Brasile (+10,9%).

E' ormai consolidata negli anni la crescita dei cd paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina)con valori in termini assoluti ancora non paragonabili a quelli europei ma assolutamente significativi. Più contenuti ma comunque da rimarcare gli aumenti di Polonia (+6,9%), Stati Uniti (+5,5%), Svizzera (+4,4%), Germania (+2,8%), Francia (+2,7%) e Gran Bretagna (+2,6%). Analizzando i dati provinciali per tipologia di struttura si osserva una diminuzione degli arrivi e delle presenze nel settore alberghiero (rispettivamente -2,9% e -3,5%), concentrata negli alberghi a 3 e 4 stelle e nelle residenze turistico-alberghiere. Gli alberghi a 1 e 5 stelle registrano invece aumenti superiori al 20% sia negli arrivi che nelle presenze. Il comparto extralberghiero fa registrare una moderata crescita (+1,4% arrivi, +0,9% presenze). Tra le tipologie extralberghiere si osservano presenze in aumento nelle Residenze d'epoca (+35,5%), negli Ostelli (+10,8%), negli Affittacamere (+8%), negli Agriturismi (+6,2%) e nelle Case vacanze (+3,4%).

In diminuzione invece i Residence (-4,6%), le Case per ferie (-2,5%) e i Campeggi (-1,9%). "Analizzando la dinamica dell'offerta ricettiva 2013 a livello provinciale -- conclude Pieroni - si osserva come il numero delle nuove strutture sia all'incirca il doppio di quello delle cessazioni (111 contro 55). Da notare peraltro che l'anno precedente le aperture erano state più numerose e le cessazioni in numero inferiore (131 contro 49). Nonostante il rallentamento, continua dunque il trend positivo dell'offerta anche in questo prolungato periodo di crisi". Ci prepariamo- conclude Pieroni- ad un stagione pre estiva ed estiva dove i trend dello scorso anno potrebbe ro essere parzialmente invertiti per il turismo italiano, ma con la certezza che l'azione per turismo non può essere lasciata alla buona volontà dei comuni e richiede una pianificazione con largo anticipo che quest'anno non c'è stata. La Provincia ha sempre coordinato questo lavoro fino allo scorso, ma adesso non ci hanno messo in condizione di farlo, senza fornire al sistema complessivo una valida alternativa.