Contenuto
Il messaggio del Presidente Angori:
"Il 25 novembre di ogni anno è un'occasione per ricordare la violenza fisica, sessuale e psicologica subita dalle donne in tutto il mondo, ed è una data utile per servire da stimolo affinchè costantemente ci impegniamo ad eliminare ogni forma di discriminazione. La data in se stessa commemora il brutale assassinio, nel 1960, delle tre sorelle Mirabal (Patria, Minerva e Maria Teresa), attiviste politiche che si opposero alla dittatura nella Repubblica Dominicana. E' importante dunque ricordare questa giornata che rappresenta un momento di riflessione fondamentale, perché la violenza contro le donne è ancora oggi un fenomeno quotidiano e allarmante che colpisce donne e ragazze di tutte le età e in tutti i paesi del mondo.
Per quanto riguarda l'Italia, proprio in questi giorni, alla Camera ha incassato l'unanimità la nuova norma secondo cui se non c'è "consenso", si tratta di violenza sessuale. La proposta di legge bipartisan riscrive di fatto l'articolo 609-bis del codice penale sul reato di stupro. Il testo, approvato all'unanimità, è il frutto di un accordo ai vertici tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein che introduce nel codice il nuovo concetto di "consenso libero ed attuale" di cui bisognerà tener conto nei tribunali.
E' un passo in avanti per il nostro Paese, un innesto a un cambiamento culturale che è stato sottolineato anche nelle parole della scrittrice Dacia Maraini, che ha parlato di una legge di "umanità e giustizia", una legge al di sopra delle parti che deve segnare una nuova concezione culturale, che come istituzioni dobbiamo collaborare a promuovere nel quotidiano.
E proprio nella letteratura internazionale come ad esempio nelle opere di Virginia Woolf possiamo trovare altri spunti che possono essere utili a costruire una cultura di reale parità tra generi. Cui anche la politica e le istituzioni potrebbero ispirarsi.
La violenza di genere, secondo la concezione della Woolf, nasce dal rifiuto dell'alterità e dal desiderio di annientarla, perpetuando una struttura gerarchica e dominatrice tra i generi, e colpisce anche individui omosessuali, bisessuali e transessuali. Ecco che la violenza di genere diviene una problematica che non riguarda esclusivamente le donne, ma deve essere considerata in una prospettiva inclusiva e ampia.
Non a caso la costruzione dell'identità maschile spesso si fonda su tale rifiuto e sulla negazione della femminilità e, in tutto il mondo, le donne subiscono discriminazioni semplicemente per il loro essere donne, ossia per non essere uomini e rappresentare qualcos'altro rispetto all'uomo. Allo stesso modo, coloro che non si conformano alle norme di genere tradizionali sono frequentemente vittime di violenza perché sfidano le convenzioni sociali. Questa violenza si manifesta in molteplici forme: discriminazioni lavorative, bullismo, aggressioni fisiche e verbali, molestie, violenze sessuali e psicologiche, fino ad arrivare agli omicidi.
La vera emancipazione, dunque, non sta nell'uguaglianza intesa come uguaglianza del genere femminile al genere maschile, bensì nell'affermare una differenza positiva portata da ogni essere umano in quanto tale, creando dunque nuovi metodi e un sistema di valori davvero inclusivo per tutta l'umanità, a prescindere da sesso, razza, religione o etnia, così come enunciato anche nel nostro trattato Costituzionale. La strada è lunga, ma come istituzioni dobbiamo agire in tal senso, soprattutto per guidare le nuove generazioni a una cultura davvero inclusiva e priva di ogni forma di discriminazione".

Iniziativa del CUG della Provincia
La Provincia di Pisa ha ricordato questa data con una iniziativa che ha riguardato il personale dipendente, a partire dalla Presidente del Comitato Unico di Garanzia, dottoressa Luisa Bertelli: tutti i dipendenti e le dipendenti che hanno aderito, hanno indossato qualcosa di rosso, a simboleggiare idealmente la promozione di una cultura che rinnovi ogni giorno l'impegno a eliminare le discriminazioni e la violenza di genere, ad iniziare dai luoghi di lavoro, qualunque essi siano, e più in generale in tutta la nostra società.
